giovedì 1 marzo 2012

LA CICLICITA' (5a e ultima parte)

Dal campo della cronobiologia è quasi 'naturale' passare, ovvero, ritornare adesso al campo dell'esperienza della ciclicità, e vi propongo di farlo attraverso la storia di due pratiche corporee di cui posso fornire testimonianza diretta: l'osservazione del ciclo mestruale attraverso l'autovisita ginecologica nei gruppi di self-help femminista; il filone corporeo in psicoterapia, in particolare, l'approccio denominato "Analisi Bioenergetica" fondato da Alexander Lowen (1910-2008) negli anni '50 del secolo scorso.

Nell'ambito del movimento femminista degli anni '70-'80, del secolo appena trascorso, prese forma, a partire da un gruppo di donne di Los Angeles, una pratica per la riappropriazione della propria corporeità sessuata, che si basava sull'imparare ad usare lo speculum, il divaricatore delle pareti vaginali, e con l'ausilio di una semplice torcia e di un comune specchietto a due lenti - una normale ed una ingrandente - osservare lo stato e i cambiamenti ciclici della vagina e del collo dell'utero, da sole e in gruppo.

Per descrivere che cosa ha significato quella pratica che, in un certo periodo, divenne quasi il crisma dell'appartenenza al movimento femminista, in particolare a Roma, si possono fissare alcuni punti:

- rinnovamento e completamento dell'immagine corporea attraverso la percezione visiva dei genitali esterni e interni e, quindi, incremento della percezione cenestesica (autopercezione interna) degli stessi;

- sviluppo del senso di integrità psicofisica;

- sviluppo del senso di padronanza psicofisica;

- rinnovamento della propria identità sessuata in senso positivo con aumento dell'autostima;

- rinnovamento in senso positivo dell'identità collettiva di donne, attraverso la sperimentazione della condivisione e del rispecchiamento con le altre donne del gruppo di self-help;

- esperienza vissuta della ciclicità come valore e come fondamento dell'identità non solo femminile, anche se nelle donne più evidente e direttamente connessa alla vita e alla sua perpetuazione.

Dal punto di vista sociologico, si può affermare che si trattò di un evento assolutamente eccezionale, nell'Occidente moderno, di intimità corporea tra donne - in maggioranza altamente scolarizzate e integrate nella cultura moderna -, intimità finalizzata alla conoscenza e al sostegno reciproco, simile, quindi, ad esperienze rilevabili solo in culture tradizionali, o in subculture all'interno dell'Occidente, anche se, ovviamente, in forme diverse. Quest'esperienza eccezionale fu resa possibile dalla funzione 'contenitrice' del movimento politico delle donne. Il movimento politico delle donne ebbe un ruolo indispensabile di contenitore psico-spcoale nelle due direzioni, esterna ed interna: verso l'esterno, come protezione rispetto a paradigmi valutativi ufficiali fortemente contrari; verso l'interno, come protezione rispetto all'intensità e alla complessità emotiva dell'esperienza della corporeità sessuata condivisa. E' importante che di tale esperienza non solo rimanga memoria, ma che venga considerata e studiata come un evento di particolare importanza dal punto di vista socio-psicologico, non soltanto per quello che riguarda la storia del movimento politico delle donne.

Per quello che riguarda l'Analisi Bioenergetica, si può dire che si tratti del più importante approccio psicoterapeutico a mediazione corporea. Approccio fondato negli anni '50, del secolo scorso, negli USA, da Alexander Lowen, allievo di Wilhelm Reich, colui che teorizzò l'identità funzionale tra psiche e soma - considerandole due manifestazioni della stessa essenza - ed aprì così la strada alla prospettiva psicosomatica. Reich si era staccato dalla scuola psicanalitica freudiana, sostenendo che la "via regia" all'inconscio, ancora più che i sogni e le libere associazioni, fosse il linguaggio corporeo e, in particolare, lo studio delle vicissitudini della respirazione e della posturalità. Lowen proseguì su questa linea che aveva introdotto la corporeità vssuta, e non solo oggettivata, nell'ambito psicoterapeutico, sviluppando ulteriormente l'esperienza della ciclicità vissuta, come modello "naturale" per l'autoregolazione energetico-emozionale. Nella sua lunga vita di lavoro, Lowen è arrivato a definire un modello di identità adulta, in senso psico-corporeo, basata sulla corporeità e sulla ciclicità, per radicare le persone nel loro ambiente naturale e relazionale. La piccola esperienza sul respiro e la posturalità, che vi ho proposto all'inizio di questo incontro, costituisce un primo approccio al concetto di grounding, ovvero, al radicamento nei ritmi naturali e nel pianeta Terra, che caratterizza l'Analisi Bioenergetica.

Desidero terminare sotto il segno di Venere, perchè credo sia il "mitema" collegato alla ciclicità, intesa come ricerca di proporzioni e di connessioni armoniose. Lei nasce dalle onde del mare, contenuta in una conchiglia! Concludo, dunque, nel suo nome dopo aver passato in rassegna una quantità di oggetti, di simboli, di azioni che, da sempre, sono considerati pertinenti alla Dea, come mele, rose, conchiglie, onde, stelle a cinque punte, danze sinuose, i genitali femminili, l'onda del respiro e l'onda del sangue, il messaggero di Eros.


BIBLIOGRAFIA

Adriana Cavarero e Franco Restaino, "Le filosofie femministe", B.Mondadori, 2002


Roberto Ciancarelli e Stefano Ruggeri, " Il teatro e le leggi dell'organicità", Dino Audino editore, 2005


Alberto M. Cirese, "Cultura egemonica e culture subalterne", Palumbo ed.re, 1973


Mircea Eliade, "Trattato di storia delle religioni", Boringhieri, 1992


Anna Ferraris e Alberto Oliverio, "I ritmi della vita", Editori Riuniti, 1983


Marija Gimbutas, "Il linguaggio della Dea", Venexia, 2008


Livia Geloso, "Grounding e integrazione della personalità", Congresso EAP 1997, e "Il fuoco della vita", Corso Counselling Siab Catania 2005, disponibili sul sito www.bioenergetic.it; altri testi collegati sono disponibili sul blog: www.liviageloso.blogspot.com


Mario Livio, "La sezione aurea. Storia di un numero e di un mistero che dura da tremila anni", BUR, 2008


Alexander Lowen, "Bioenergetica", Feltrinelli, 1991; "Espansione e integrazione del corpo in Bioenergetica. Gli esercizi", Astrolabio, 1979; "Il piacere", Astrolabio, 1984


Giacomo Marramao, "Minima temporalia. Tempo, spazio, esperienza", Luca Sassella Editore, 2005


Luciana Percovich, "La coscienza nel corpo. Donne, salute e medicina negli anni '70", Fondazione Elvira Badaracco-Milano e Franco Angeli Editore, 2005 (si può richiedere alla Fond. Badaracco: fondbadaracco@mclink.it)


Max Scheler, "L'essenza della filosofia", Rubbettino, 2001


Maria Zambrano, "Verso un sapere dell'anima", Cortina Editore, 1996




LA CICLICITA' (4° parte)

"Ogni creatura terrestre, dagli organismi composti di una sola cellula all'uomo, raggiunge quegli stadi che garantiscono la sua sopravvivenza e quella della specie, grazie a dei cicli di attività e di comportamento adatti al proprio ambiente di vita. Alcuni di questi cicli, come la fioritura delle piante, le migrazioni degli uccelli, il ritmo sonno-veglia, ci sono familiari. Altri, invece, sono poco noti o addirittura sconosciuti, ma sono necessari a mantenere quell'equilibrio che è alla base della sopravvivenza. (...) l'esistenza degli organismi viventi è scandita da ritmi temporali che consentono di accordare le funzioni degli organismi stessi con le variazioni periodiche dell'ambiente esterno." Così leggiamo nel saggio divulgativo redatto da Anna Ferraris e Alberto Oliviero, "I Ritmi della Vita". I sincronizzatori esterni fondamentali sono il Sole e la Luna, ma la capacità di darsi un ritmo è endogena, forse, situata nel nucleo delle cellule. "La rotazione della Terra intorno al proprio asse (giorno solare) e la sua rivoluzione attorno al Sole (anno solare) regolano i mutamenti di luce sul nostro pianeta: da qui lo stretto rapporto dei ritmi con la temperatura, col tasso di umidità dell'aria, con la pressione atmosferica e con l'intensità delle radiazioni cosmiche. I venti solari del flusso e del riflusso, l'attrazione lunare, le variazioni annuali sono gli elementi esterni considerati fondamentali che, ripetendosi (forniscono) le basi del ritmo principale del mondo vivente." Così si esprime Gino Baratta, rispetto al tema "Ritmo", nell'Enciclopedia Einaudi (p. 185) e continua alla pagina seguente:"...i ritmi di alternanza di luce e di tenebra, oltre ad essere sincronizzatori, sono anche un eccitante universale. Ritmi di flussi e di riflussi, legati all'attrazione del Sole e della Luna sono alla base dei calendari e delle bussole del mondo vivente. Esiste una profonda comunanza d'organizzazione dei processi fisiologici nel tempo presso gli uni- e i pluricellulari, compresi gli animali superiori e l'uomo. Il medesimo sistema di organizzazione prevede la coincidenza della durata dei ritmi biologici circadiani e stagionali con la durata dei cicli geofisici corrispondenti." E ancora, sempre a p. 186:"Ciascun organismo presenta una molteplicità di processi ritmici i cui cicli sono di differente durata: tanto più l'organismo è organizzato, tanto più complessa risulta la struttura dei suoi ritmi." Gino Baratta ci introduce alla definizione biologica di ritmo (p. 186):"Il ritmo esprime la frequenza di un fenomeno periodico, che ha un carattere ondulatorio, nel quale i massimi e i minimi si ripetono a intervalli regolari. L'intervallo tra due massimi e due minimi esprimerà un ciclo che, a sua volta, presenta una fase ascendente e una fase discendente."

Torniamo, ora, al testo di Ferraris e Oliverio per la definizione di ritmo biologico (pp. 14-15-16):"(Si definisce "ritmo" in senso biologico) Qualunque evento che si ripete a distanza di tempo, sia esso il sonno, l'aumento della temperatura corporea, il pasto o il ciclo mestruale, può essere descritto come 'ritmo'. Il ritmo può ripetersi con regolarità: in questo caso oscilla. Il tempo richiesto affinché ogni oscillazione compia un ciclo completo è detto 'periodo', sia che si tratti di un secondo, di un'ora, di un giorno, di un mese o di un anno, ecc. Il periodo viene rappresentato dalla lettera greca "tau": tau può essere il tempo intercorso tra i picchi di due temperature o tra l'inizio di una mestruazione e quella successiva; può anche essere rappresentato con un giro completo di 360°. Il periodo di un giorno è di 24 ore, il periodo di un ciclo mestruale è di circa 28 giorni. Si chiama 'frequenza' di un ritmo l'inverso del periodo: 1/tau; più lungo è il periodo, più bassa è la frequenza. La temperatura corporea ha una frequenza di 1/24. Per descrivere in maniera più esauriente un fenomeno ritmico che presenta delle variazioni in individui diversi è necessario parlare anche di 'ampiezza'. Ritornando all'esempio della temperatura corporea appare evidente che se la frequenza è più o meno simile in tutti, la punta massima e la minima possono essere molto diverse da un individuo all'altro. Questa differenza si chiama 'ampiezza del ritmo'. Oltre alle differenze di ampiezza, due o più individui possono differenziarsi per i tempi in cui il picco e la caduta della temperatura corporea compaiono durante la giornata. Quest'ultima differenza si chiama 'fase'. Per esempio, se una persona lavora di giorno e l'altra di notte, i picchi delle loro temperature corporee sono tra di loro fuori fase di 180° o, più semplicemente si trovano in posizioni opposte. Se poi prendiamo come punto di riferimento i valori medi di una popolazione abituata a lavorare di giorno e a dormire di notte, troveremo che il lavoratore notturno è fuori fase per quanto riguarda la temperatura corporea. Anche nell'ambito di uno stesso individuo si può parlare di ritmo 'in fase' e di ritmo 'fuori fase'. Per esempio, se in una donna l'ovulazione compare sempre tra il 12° e il 13° giorno, o sempre tra il 15° e il 16° giorno, diremo che è in fase, se al contrario in un ciclo compare al 12° giorno e in quello successivo al 16°, diremo che è fuori fase."