giovedì 29 agosto 2013

BIOENERGETICA E RICERCA DI SENSO 2°

di Livia Geloso
Dunque, come abbiamo visto, Lowen unisce "felicità", "consapevolezza" e "crescita" nella frase riportata all'inizio del mio contributo. Rileggiamola: "La felicità è la consapevolezza della crescita." E la "crescita" è quel processo che ha come mèta la "saggezza", ci dice più avanti: "La vita è un processo di crescita che...finisce nella somma di esperienze che chiamiamo saggezza."
La saggezza ha a che fare con l'agire sia nel mondo relazionale esterno sia nel mondo relazionale interno. Questo è un punto molto importante. Mi sembra, infatti, fondamentale sottolineare la connessione tra la saggezza e l'agire perché, spesso, quando si evoca questa parola vengono in mente immagini statiche di persone in meditazione.
La saggezza è la nostra guida. Tutto ciò, in Bioenergetica, si caratterizza come la capacità di mettere in relazione gli opposti in questo nostro mondo occidentale, facendo rinascere dalle nostre radici occidentali questa capacità, perché solo noi sappiamo di cosa abbiamo bisogno e di come possiamo trovare davvero soddisfazione.
La Bioenergetica ci aiuta a prendere coscienza di noi in quanto occidentali, e a cercare di risanare le nostre ferite. La ricerca di senso, in Occidente, infatti, ha sue proprie caratteristiche.
La Bioenergetica fa parte del vasto movimento socio-culturale che ha preso su di sè il carico di farsi coscienza critica dell'Occidente. In questo è, a sua volta, profondamente coinvolta nelle vicissitudini dell'Occidente. In questo sta la sua pregnanza e la sua sfida.
L'Occidente ha un profondo bisogno di rifondare la propria identità attraverso una riflessione coraggiosa su di sé e sulla necessità di porre l'etica al centro dell'attenzione individuale e collettiva. Nessuna delle "tribù occidentali" (1) si può esimere da questo imperativo, pensandosi fuori dal gioco delle responsabilità, responsabilità rispetto al passato ma, soprattutto, rispetto al futuro.
Siamo, infatti, tutti/e figli/e dell'ideale baconiano che sta alla base dello sviluppo scientifico e tecnologico, e che ha trovato nell'Illuminismo il suo motore di propaganda. Il programma baconiano di orientare il sapere verso il dominio della natura si è rivelato pericoloso perché affermando che "Sapere è potere", lasciava fuori da questa equazione un terzo termine, il dovere, ovvero, la dimensione etica, la dimensione della relazione e della responsabilità, sia nel mondo relazionale interno sia nel mondo relazionale esterno. Nel mondo relazionale interno, poneva la ragione al di sopra del sentire, nel mondo relazionale esterno, non dava limiti al "fare".
Ci ritroviamo, oggi, tra tendenze al distacco dalla realtà e tendenze ad un criticismo che non fa che dividerci, tendenze che convivono fuori e dentro ciascuno/a di noi, e fanno cortocircuito.
Con le parole di un filosofo, Hans Ionas, possiamo dire che, oggi, paradossalmente: "...abbiamo tanto più bisogno della saggezza quanto meno crediamo in essa." (2), a causa del cortocircuito suddetto.  E sempre con le parole di Ionas possiamo dire che la saggezza che ci necessita si fonda sull'umiltà: "...un'umiltà indotta, a differenza che nel passato, non dalla limitatezza,ma dalla grandezza abnorme del nostro potere, che si manifesta nell'eccesso del nostro potere di fare rispetto al nostro potere di prevedere, di valutare e di giudicare." (3) 
Ci vuole consapevolezza e creatività per cimentarsi in quest'impresa di rifondazione.
Continua....