giovedì 19 giugno 2008

MONOLOGO DI ORFEO

"Euridice, mia amata, un triste destino ci ha divisi, ha diviso i
gemelli divini, capaci di stare nella luce e nelle tenebre.
Lo so, non
è in questo modo che la nostra storia è stata tramandata, ma è ora che
tutti/e sappiano che ciò è accaduto sia per ignoranza sia per precisa
volontà di cancellare le tracce di un sapere che metteva in
comunicazione mondi, dentro e fuori gli esseri umani.
Euridice, tu sei
la parte notturna, lunare, della stessa essenza di cui io sono la parte
diurna, solare, uno senza l'altra siamo condannati alla disperazione,
all'eterna nostalgia della pienezza.
Non fu la morte, ma la paura della
morte in un'umanità in decadenza, a dividerci, a spezzare l'esistenza
umana in frammenti muti e taglienti.
Lo grido, amore mio, tu ed io, il
tuo Orfeo, che non smette di cercare di ricongiungersi con te, te che,
benedetta, continui a inviarmi richiami per guidarmi, noi siamo i
gemelli alchemici, i due serpenti avvinghiati uno all'altra intorno al
caduceo, siamo il simbolo perfetto dell'unità cangiante del tutto
molteplice.
Abbi fiducia, vita mia, il nostro tempo sta per tornare,
l'ho letto stanotte nelle stelle e le più belle tra loro si inchinavano
alla tua beltà." 19.06.08LG

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